| Formato: | 8°(21) |
| Pagine: | Vol. I: XVI, 324; Vol. II: 275 |
| Legatura: | Mezza pelle coeva |
Prolifico autore torinese (1784 -1860) fu poeta, romanziere, autore di tragedie e direttore di periodici. Ebbe un buona accoglienza di pubblico e uno dei suoi romanzi fu il primo a fregiarsi della denominazione di “romanzo storico”. Le sue opere serbano interesse per lo studio del periodo romantico. Di rilievo anche alcuni resoconti di viaggi tra i quali due volumi sulla regione dei laghi lombardi, uno sulla Liguria e questo sulla Savoia. Gli ultimi due erano parte di un programma di descrizione dei territori del Regno di Sardegna. In questa opera l’autore si propone di dare un quadro corretto e veritiero di questi Stati Oltremontani, per superare quei pregiudizi che li indicavano come” un paese vuoto d’ogni giocondità e d’orror pieno” dove i viaggiatori scorgevano solo “le difformità che nei bassi lidi della Morienna affliggono gli abitator della misera valle” o “gli accattoni che lo hanno assediato da Ciamberì sino al colmo del Monte Cenisio”. I due volumi sono scritti in forma epistolare, con stile più vicino alla tradizione settecentesca, e anche con un linguaggio fastidiosamente “alato” molto spesso intercalato a versi poetici. Più caratteristica ancora è la scelta di italianizzare tutti i toponimi francesi. Quando all’inizio del viaggio, prima di salire al Piccolo S. Bernardo, l’autore scrive San Desiderio per Pré Saint Didier, non si può fare a meno di pensare che fu un precursore di ciò che davvero avvenne settant’anni fa, anche nella comicità di certe soluzioni, come in ghiacciaio dei Bossoni o le rupi nomate i Grandi Muli o le fantastiche balze del Greppone. Molte pagine, dalla XXIX alla XXXVII lettera, sono dedicate a Sciamonì e alla sua montagna e, descrivendo la salita di de Saussure, è riportata parte del poemetto che Ippolito Pindemonte dedicò ai ghiacciai del Monte Bianco. Nella lettera XXXIII vi è la traduzione di una parte della relazione della salita di Sherwill e Clarke nel 1825. A p. 231 vi è una nota linguistica a proposito di avallanca (così traduce avalanche): “questa voce è sorella carnale del nostro avvallamento o divallamento; ma significa propriamente e specialmente un dirupamento di neve: la geografia delle Alpi chiede ch’ella sia ricevuta nel Vocabolario.” Questo Viaggio in Savoia ebbe una ottima accoglienza e fu ristampato a Livorno da Vignozzi nel 1828 e a Milano da Sanzogno nel 1831, illustrato da 4 incisioni. Bibl.: ACL p. 32. Perret 0441. 250 € |
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